Il team vincitore

Il team vincitore

“Regà – dice Simone emozionato – che posso dire? Quando ho visto come gli altri team stavano lavorando ho pensato che non ce l’avremmo mai fatta, e invece..”

È con le parole commosse (e commoventi) di questo ragazzo alto alto e magro magro dell’Istituto Einaudi di Roma che si è conclusa la maratona Wayouth Ack svolta in contemporanea con altre 31 scuole superiori in tutta Italia il 5 e 6 aprile. Stiamo parlando di gare di hackathon, no-stop progettuali di 24/48 ore nate nelle aziende americane con l’obiettivo di risolvere problemi interni e nelle quali il personale viene suddiviso in gruppi per affrontare i vari aspetti della stessa questione. Approdate nel mondo della scuola e fortemente volute dal Miur all’interno del Piano nazionale scuola digitale, hanno in questa prima fase visto gli studenti di terzo e quarto anno ragionare, nell’ambito del macro tema assegnato dal ministero “Miglioriamo la nostra scuola”, su dei micro temi specifici. L’Einaudi, scuola multiculturale con sede centrale a San Pietro e altre due fra Boccea e Primavalle, ha optato assieme agli allievi per “la nostra scuola transculturale: miglioriamo le relazioni attraverso le innovazioni”.

Sei team – decine di ragazzi impegnati, banchi come laboratori, computer come estensione non solo delle mani ma del pensiero – si sono immersi nella progettualità per sviluppare proposte capaci di rispondere a vari criteri: dalla fattibilità e sostenibilità tecnica, temporale ed economica alla capacità di valorizzare la comunità e il coinvolgimento di altri soggetti, dal livello di innovatività alla qualità e completezza della presentazione. Un passaggio chiave quest’ultimo, visto che ogni gruppo aveva solo tre minuti per presentare alla giuria la propria idea. E che Asia, la ragazza scelta per illustrarla, ha usato nel migliore dei modi.

Il progetto

Il team ha proposto la nascita di una cooperativa studentesca interna all’istituto in grado di gestire 8 ore di incontri in classe ogni due mesi per un effettivo scambio culturale fra ragazzi di Paesi diversi. Combattere l’emarginazione superandola guardandosi negli occhi e raccontandosi, creando una pagina instagram dove veicolare le esperienze e realizzando video inclusivi, anche simbolici. “Al mondo ci sono tante parole che descrivono le persone differenti l’una dall’altra – scrivono i ragazzi del team vincitore nel volantino di presentazione realizzato per la giuria – noi vogliamo che questa divergenza in ambito scolastico sia bypassata, poiché siamo cittadini di un unico mondo e non possiamo considerarci diversi solo in base al colore della pelle o alla nazionalità”. Vinta la gara, adesso si passerà alla realizzazione del progetto (peraltro replicabile in più scuole, altro asset a suo vantaggio). Ma prima ci sarà il tempo di godere del premio, annunciato da Diana Guerani, la dirigente scolastica a un pubblico dapprima silenzioso e poi esploso in grida di allegria: cinque giorni di scuola vela presso la struttura Mal di Mare a Pescia Romana, centro velico che ha fatto dell’integrazione il suo fiore all’occhiello.

Cosa ci è piaciuto

A) La partecipazione e l’abnegazione degli studenti davanti alla sfida posta: tutti i progetti presentati sono stati frutto di intense ore di lavoro.

B) La capacità di stimolare i ragazzi e l’empatia dimostrata dalla dirigenza, dai professori e dal personale Ata verso tutti gli allievi coinvolti.

C) La percezione della didattica intesa dall’Istituto Einaudi come una sfida continua, predisposizione che rende l’ambiente frizzante e propositivo.

Passi futuri

L’istituto Einaudi è stato selezionato dal Miur come polo regionale per il Pnsd (piano nazionale scuola digitale) e quindi per ospitare le future competizioni di hackaton tra studenti.

La prima fase vedrà la selezione delle scuole a livello provinciale entro luglio, mentre entro novembre dovrà essere decretato un vincitore regionale che parteciperà successivamente alle competizioni nazionali. Il 5 e 6 aprile si è tenuto un primo riscaldamento interno col Wayouthack: una maratona con sfide e premi segreti sul tema “miglioriamo la nostra scuola” della durata di 24 ore durante la quale si sono sfidati gli studenti delle classi terze e quarte divisi in squadre. Alla fine del lungo lavoro, i team hanno avuto 3 minuti per presentare il loro progetto di fronte alla giuria e ulteriori 2 per rispondere alle domande dei giurati.