La Regione Lazio ha fissato le date del nuovo anno scolastico: le aule riapriranno lunedì 17 settembre 2018 e chiuderanno sabato 8 giugno 2019. Un totale di 206 giorni di scuola, con chiusure previste dal 23 dicembre 2018 al 6 gennaio 2019 per le vacanze di Natale e dal 18 aprile al 23 aprile 2019 per quelle pasquali. Per le scuole dell’infanzia il termine dell’anno è fissato al 29 giugno 2019.  Oltre alle domeniche, sono previste chiusure per le festività nazionali:

  • 1° novembre (giovedì)
  • 8 dicembre (sabato)
  • 25 dicembre
  • 26 dicembre
  • 1° gennaio
  • 6 gennaio (domenica)
  • 21 aprile – Pasqua
  • 22 aprile, Lunedì dell’Angelo
  • 25 Aprile, Festa della Liberazione (giovedì)
  • 1° maggio, Festa del Lavoro (mercoledì)
  • 2 giugno, Festa della Repubblica (domenica)

Le singole scuole, tuttavia, nell’ambito dell’autonomia, potranno effettuare adattamenti al calendario che dovranno obbligatoriamente comunicare alla Regione Lazio e all’Ufficio Scolastico Regionale. È dunque opportuno controllare il sito della scuola per eventuali, anche se minime, modifiche.

Ma in base a cosa e chi decide il calendario? Abbiamo raccolto per voi alcune delle domande più frequenti:

Chi ha la competenza sul calendario scolastico?

Il calendario scolastico può variare da scuola a scuola e viene predisposto seguendo tre passaggi. Il ministero dell’Istruzione pubblica il calendario nazionale che comprende l’elenco delle festività religiose, la data di partenza dell’esame di Stato e l’indicazione dei giorni in cui si dovranno svolgere le diverse prove. Gli assessorati delle amministrazioni regionali, poi, mettono a punto il loro specifico calendario.

I criteri delle Regioni

Ogni Regione definisce un calendario che tiene conto delle temperature medie dell’anno, delle opportunità turistiche e dell’usanza di celebrare alcune feste tradizionali (per es. in Veneto il Carnevale). Le scuole acquisiscono questo calendario e, in base alle norme sull’autonomia scolastica, lo adattano alle loro necessità.

Nella singola scuola che cosa avviene?


Il calendario regionale viene valutato dal consiglio d’istituto, in cui sono rappresentate tutte le componenti della scuola: insegnanti, dirigente, personale non docente e famiglie. Il Consiglio può decidere di adattarlo alle proprie esigenze. Le modifiche, comunque, devono sempre avere una ragione ed essere giustificate.

Quali sono i motivi per variare il calendario indicato dalle Regioni?


Per esempio la formula delle ore di cinquanta minuti (e non sessanta). Per questo la data d’inizio delle lezioni in molte scuole è anticipata. Ci sono poi interi quartieri in cui le scuole dell’obbligo si coordinano tra loro per apportare modifiche comuni. L’obiettivo è evitare che una famiglia con figli in scuole diverse si ritrovi alle prese con un’organizzazione impossibile.

Quanti sono i giorni di scuola?

I giorni di lezione devono essere almeno 200, ma i calendari regionali ne prevedono un numero maggiore per andare incontro a eventi imprevisti, meteorologici ad esempio, a interruzioni per consultazioni elettorali e così via. Ma anche per consentire giorni di vacanza dovuti a tradizioni locali che la popolazione vuole rispettare.

Si possono sbarrare completamente i cancelli di una scuola nei periodi estivi o durante le vacanze natalizie e pasquali?

Secondo il comma 3 – articolo 36 del Dpr 209/87 le scuole possono chiudere solo nelle giornate prefestive, previo delibera assunta dal consiglio di istituto. Ogni altra tipologia di chiusura, ad esempio l’intera settimana di ferragosto, prefigura interruzione di pubblico servizio. Secondo la norma sopracitata, è quindi possibile chiudere il giorno antecedente al 15 agosto, ma non nei giorni successivi la festività.

Potrebbero essere più brevi le vacanze di Natale?

Le vacanze di Natale (per alcuni troppo lunghe) hanno anche l’obiettivo di consentire un risparmio energetico.