Scegliere la scuola giusta

Scegliere la scuola giusta


Scegliere una scuola superiore è molto più complicato delle altre due scelte che avete già fatto: quella delle scuole elementari e medie. Perché le aspettative sono diverse e sia i genitori che i figli guardano più in là, alle prospettive future. Alla scuola superiore si chiede non soltanto di formare e preparare i nostri figli, ma anche di proiettarli in un orizzonte di studio e di lavoro, consegnandogli le giuste chiavi di lettura della realtà e fornendogli gli strumenti adeguati per fare delle scelte importanti. Molte volte, i desiderata dei nostri ragazzi coincidono con i nostri, altre volte assolutamente no e altrettanto frequente è avvicinarsi al momento della scelta senza avere le idee chiare.

Con Scuole di Roma questo non succederà più: da oggi potete contare su di noi, conoscere con un click tutti gli istituti della città e trovare le informazioni che vi servono per scegliere con maggiore serenità. E se avete ancora dei dubbi o bisogno di informazioni ad hoc potete scriverci cliccando qui.

Siate pronti

Benché le iscrizioni si chiudano nel mese di febbraio (ad eccezione dei Convitti e degli educandati di Stato) genitori e studenti cominciano a mettere a fuoco le varie possibilità già mesi prima. Normalmente a settembre, appena la ragazza/il ragazzo comincia la terza media. Ma quasi sempre hanno iniziato a guardarsi intorno l’anno scolastico precedente.

Vicina o lontana?

La prima scrematura, e non potrebbe essere altrimenti, riguarda le scuole più vicine, le cosiddette “scuole di quartiere”. Il motivo è presto detto: una scuola sotto casa significa tante cose:

  • Nessuna levata alle 6 di mattina.
  • Spostamenti semplici.
  • Maggiore autonomia dei figli.
  • La costruzione di una rete di amicizie limitrofa alla propria abitazione, rassicurante sia per i ragazzi che per noi genitori (è più facile conoscere un amico/a di quartiere ed entrare in contatto con i suoi genitori piuttosto di uno che abita dall’altra parte della città).
  • In caso di impegni pomeridiani sportivi o didattici da aggiungere al normale carico di studi, la vicinanza significa minori spostamenti e dunque più tempo a disposizione.

Tutte motivazioni più che convincenti. Ma fermatevi a riflettere: la prima domanda che vi ponete quando immaginate un nuovo percorso scolastico è: “Sarà una buona scuola?” e non “Ci si arriva a piedi?”. E questo deve essere il faro che vi muove nella ricerca. Perché magari, a poche fermate di autobus o metro, c’è l’indirizzo di studio e l’istituto più adatto alle vostre attese.

Quale che sia la vostra scelta, bisogna valutare anche l’attitudine dell’allieva e dell’allievo. C’è chi affronta volentieri un’ora di autobus e chi fatica a sopportarlo. Soprattutto di inverno, quando fa freddo e cala presto il buio.

Da sapere

Se fino a qualche anno fa la scelta era quasi obbligata, perché le scuole accoglievano soltanto gli studenti residenti negli immediati dintorni e non quelli provenienti da altri municipi, oggi abitare in un quartiere piuttosto che in un altro non è più dirimente.

Però ogni scuola ha i suoi criteri di ammissione e assegna dei punti di ingresso in base a questi. La residenza è certamente un criterio importante, così come la presenza o meno di fratelli all’interno della scuola. Ma ogni istituto prevede una quota di iscritti fuori dal proprio diretto raggio di azione.

Grande o piccola?

Un altro aspetto da considerare è la dimensione dell’istituto. Alcune scuole sono più piccole (il tetto minimo, per legge, è di 600 studenti), e altre molto più grandi (alcune superano i 1500 studenti). Quest’ultime hanno spesso un’offerta maggiore in termini di attività, soprattutto pomeridiana (sport, corsi di lingua, laboratori etc.). Ma quelle più raccolte prestano maggiore attenzione ai ragazzi e sovente li conoscono tutti per nome.

Competitiva o rilassata?

Noi genitori lo sappiamo: alcune scuole pretendono più di altre. In termini di ore di studio pomeridiane (segnalate nelle schede-scuola del nostro sito) e in termini di rendimento in classe. Non c’è nulla di male in questo ed è legittimo che ogni scuola stabilisca la sua “asticella” da raggiungere. Ma questa pressione, così come il suo contrario, non fa per tutti. E bisogna essere onesti con sé stessi ed i propri ragazzi.

C’è chi affronta lo studio con gioia ed è disposto a fare molti sacrifici e chi invece ha una minore capacità di concentrazione e vuole fare più sport, corsi di lingua o musicali o semplicemente avere il tempo di stare con i propri amici. Sono attitudini e saperle riconoscere mette al riparo da molte frustrazioni.

Ma attenzione: una scuola “rilassata” non indica un istituto dove non si fa niente (quella è una scuola che non funziona), ma un ambiente scolastico che tende a un clima meno stressante. Alcuni dirigenti scolastici, per esempio, considerano inutile un eccessivo carico di compiti a casa e, di concerto con i professori, decidono di concentrare i maggiori sforzi nelle ore di lezione.

Occhio alla sezione

Una volta trovata la scuola giusta dove mandare il proprio figlio/a, molti genitori si cimentano in una specie di caccia al tesoro: la sezione migliore. Sì, proprio quella che ha la fama di sfornare i ragazzi più preparati e che gode dei professori più bravi o carismatici. E a quel punto tentano l’impossibile per cercare di iscrivervi il proprio figliolo/a. Non c’è dirigente scolastico che, al momento della formazione delle classi, non si trovi file di genitori fuori dalla porta a chiedere di vedere inserito il proprio ragazzo/a in quella precisa sezione (ovviamente questo non riguarda chi si è iscritto a un corso particolare, per esempio Cambridge o musicale).

Seppur comprensibile, ve lo diciamo chiaro e tondo, noi di Scuole di Roma rifiutiamo questo modo di agire. Perché presuppone sempre un altro pensiero, che sia possibile fare le scarpe a qualcun altro. E vi diciamo invece che se la scuola è valida e il dirigente scolastico preparato, non c’è sezione che non abbia i suoi punti di forza e i suoi valenti insegnanti.

Per contrastare questa brutta abitudine alcuni presidi hanno cominciato a formare le classi in modo neutro, per poi associarle a una precisa sezione il primo giorno di scuola con un’estrazione pubblica.

Formazione delle classi

Equilibrio e omogeneità: sono questi due i criteri principalmente seguiti per formare una classe. A seconda del numero di studenti da inserire, ogni aula avrà, in percentuale, allievi usciti col massimo dei voti, di livello medio e di deboli. Questo proprio per scongiurare le classi-ghetto e dare la possibilità a ogni insegnante di lavorare per il bene della comunità. È ormai provato, oltretutto, che una classe didatticamente “mista” sia molto più stimolante e offra maggiori risultati di quelle a vocazione unica (solo le eccellenze, solo i più deboli).

Ogni classe iniziale deve restare all’interno di una forbice: minimo 27 allievi, massimo 30.

Con alcuni distinguo:

  • questo numero può essere ridotto o incrementato del 10%.
  • il numero di alunni nelle classi che accolgono allievi diversamente abili non può superare il limite di 20, purché sia motivata la necessità di tale consistenza numerica in base alle esigenze formative degli alunni disabili.
  • Le sezioni a indirizzo unico possono essere costituite con un tetto minimo di 25 studenti.

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